lunedì 27 maggio 2013

Hierophant - Great Mother: Holy Monster

Gli Hierophant nascono nel 2009 a Ravenna, dopo solo un' anno danno alla stampa il loro primo Full Lengh Self Tittle, un ottimo lavoro di Blackened Hardcore dal sapore Sludge, diventando velocemente un gruppo di punta della scena Italiana insieme ad altri gruppi come The Secret e facendosi ben notare anche all' estero.
Il 26 marzo 2013 esce il loro secondo album in studio intitolato "Great Mother: Holy Mountain" per la Bridge Nine Records Americana.

La prima cosa che si può notare prima ancora di far partire la prima traccia, è che ogni pezzo ha un titolo simile, ovvero "son of ...", perfettamente ricollegabile al titolo stesso dell' album.
A differenza del primo album che aveva dato la prima traccia a un pezzo strumentale e "introduttivo", questo secondo lavoro ci butta subito in mezzo al chaos con "Son of the New Faith", subito si percepisce una certa differenza di atmosfera dal primo lavoro, in cui si è tolto in parte la nebbia black per sostituirla da una presenza più Glomy Hardcore (Tragedy) è rendendo il tutto molto più crudo e aggressivo perdendo di quella nera morbosità che ascoltavamo nell' album del 2010.
In "Son of Four-Hand Way" le chitarre sludge si fanno largo prima di sfociare in quella che sembra la punta di diamante dell' album, ovvero "Son of the Carcinoma" che alza il tiro e satura l' aria di una sfuriata Hardcore che puzza di nero.
La voce degli Hierophant ricorda molto il crust/D-beat degli storici gruppi scandivani, a cui devono molto  della loro energia, nonchè di un certo hardcore oscuro che sta prendendo piede sempre più soprattutto nel vecchio continente e in parte anche in Italia.
I continui cambi di velocità rendono l' album un attacco serrato, che si fa ascoltare volentieri dall' inizio alla fine tutto d' un fiato, anche se un gruppo del genere è assolutamente da ascoltare in sede Live.

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