martedì 16 aprile 2013

Recensione: Darker Day Ahead - Tragedy

I Tragedy non sono certo gli ultimi arrivati in una scena già satura di migliaia di gruppi da tutto il mondo. Formati nel lontano 2000 da ex membri dei leggendari His Hero is Gone, sono a oggi i portabandiera di un certo genere musicale identificato come Gloomy Hardcore insieme a From Ashes Rise, Severed Head of State, Remains of the Day ecc.
Una miscela esplosiva di Crust e D-Beat con un' attitudine Hardcore, li hanno resi riconoscibili al primo  giro di chitarra; legati da sempre a un certo modo di fare musica, senza compromessi, con ogni uscita autoprodotta dalla loro etichetta e con una publicità praticamente inesistente a supporto della distribuzione. Per quanto da anni vengano invitati a festival di spicco americani ed europei (Hellfest, Maryland Death Fest per citarne alcuni) continuano a difendere e supportare la musica dal basso, suonando in Squat e Centri Sociali, senza il supporto di booking agency.

Nel 2012 esce il loro ultimo album, ovviamente autoprodotto: "Darker Day Ahead".

Ancora la soluzione adottata dai nostri funziona alla grande; l' album non è, come spesso succede nel genere, una scazzottata nello stomaco dall' inizio alla fine, ogni canzone ha un intro strumentale che fa da preludio alle sfuriate crust, la voce rabbiosa hardcore ci accompagna per tutto l' album interrotta da lenti riff  tipicamente sludge.
L' album ci trasporta in una desolante visione apocalittica, i cadaveri ammassati ovunque non hanno il tempo neanche di essere sepolti, in uno scenario di distruzione e disperazione, il songwriting ben curato e ricco segue le tematiche più care al Crust , sonorità death svedesi si fanno largo sempre più prepotentemente come negli ultimi lavori degli scandinavi Wolfbrigade, non dimenticando comunque la lezione dei primi gruppi inglesi, Antisect su tutti.
A differenza degli album precedenti c'è anche una maggiore attenzione nella produzione, e un arrangiamento degli strumenti molto più pensato e non dato al caso, l' unica cosa che rimane ancora fedele ai primi album, e anzi viene resa ancora più aggressiva, è la voce abrasiva di Todd.
Con questo album i Tragedy non si ritagliano semplicemente un piccolo spazio nella scena crust, ma anzi si pongono a un livello superiore, portando un genere underground nell' underground all' orecchio di una maggiore fetta di ascoltatori, venendo ormai considerati da tutti una delle realtà migliori del nord America.

Qui potete ascoltare l' intero album.

Per scaricare l' album: mediafire

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